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Consigli di lettura per le vacanze

Una docente di un liceo romano ci ha scritto chiedendo consiglio su quali letture proporre ai suoi studenti, di 17-18 anni, per la pausa scolastica imminente. Parlandone nella nostra mailing list, è venuta fuori un po’ per gioco, un po’ per amore, questa piccola raccolta di suggerimenti che condividiamo con piacere.

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Ne approfittiamo per augurarvi buone vacanze e, ovviamente, buone letture.


Sandra Petrignani

Consiglio Lessico famigliare di Natalia Ginzburg (di cui nel luglio del 2016 ricorre il centenario della nascita), perché ragazzi così giovani sanno poco, se non niente, della generazione dei nonni e bisnonni, della loro vita quotidiana sotto il fascismo e durante la guerra. E poco sanno delle origini di una leggendaria casa editrice italiana, l’Einaudi e dei suoi primissimi collaboratori, Leone e Natalia Ginzburg, Cesare Pavese, e poi Italo Calvino, Felice Balbo… oltre naturalmente al fondatore Giulio Einaudi. Lessico è la storia di una prestigiosa famiglia torinese: il padre Giuseppe Levi, insigne scienziato, dal carattere burbero e divertente, la madre che è il suo esatto contrario, i cinque figli che, in un modo o nell’altro entreranno nella Resistenza. Ma la Storia è sullo sfondo: in primo piano c’è, irresistibile, la storia della vita famigliare, con la sua lingua, i suoi bisticci, l’intimità dolce e un po’ ridicola dei suoi protagonisti, visti dalla più piccola del gruppo, Natalia bambina, appunto, che diventerà una grande scrittrice e una colonna di quella casa editrice, nata da una scommessa ambiziosisima di suoi tre amici.

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Elena Stancanelli

Il posto di Annie Ernaux.
A me sembra un libro bellissimo.

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Chiara Mezzalama

La vita davanti a sé è un romanzo di Romain Gary uscito nel 1975 che racconta la storia di Momo, un ragazzino orfano che viene cresciuto da Madame Rosa nel quartiere multietnico di Parigi, Belleville. È un libro per ridere e per piangere, una storia avvincente che spiega molta della complessità sociale, culturale e religiosa che ancora oggi contraddistingue Parigi e di cui gli effetti negativi prendono le forme della violenza estrema che ha colpito la città in tempi molto recenti. Il romanzo ha vinto il prestigioso premio francese Goncourt.

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Giorgio Fontana

Walter Tevis, La regina degli scacchi Non importa se non vi piacciono gli scacchi. Certo, se vi piacciono il valore di questo libro schizza alle stelle: ma la sua magia sta proprio nell’affascinare anche chi non sa nemmeno come si muove un alfiere. Fin dalla prima pagina Tevis vi trascina nel mondo complicato di Beth, piccola scacchista orfana di enorme talento: vi guida con mano sicura attraverso le fasi del successo, del fallimento, del riscatto, dell’abbandono.

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Roberto Carvelli

Il mio consiglio di Natale è un libro facile da trovare e facile da leggere. Con l’unica difficoltà della lunghezza che però si presta ai giorni di festa e ai suoi tempi liberi. Si intitola I miserabili ed è stato pensato dal suo autore Victor Hugo come quello che oggi potrebbe chiamarsi un serial. In 48 libri (considerando la media delle serie circa un 4 stagioni, insomma). Il suo protagonista, a cui vi affezionerete, è Jean Valjean ma il libro presenta degli altri personaggi meravigliosamente affascinanti. Sia nel bene che nel male. E, in fondo, una circostanza questa (di avere personaggi secondari interessanti quanto quelli protagonisti) che fa pensare a tanti possibili spin off. Ecco un altro motivo per leggere I miserabili come un libro vecchio che ha però ancora tante cose da dirci. Almeno quanto i serial. Un teatro in cui si alternano bassezza e grandiosità dell’animo umano, storia generale e vicende personali. Come, nel bene e nel male, accade anche nei serial. E nella vita.

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Monica Bartolini

Perché un diciassettenne dovrebbe leggere Blacklands della scrittrice inglese Belinda Bauer? Perché è un thriller dalle mille sfaccettature e perché ve lo consiglia l’autrice stessa, alla quale ho potuto parlare del progetto Piccoli Maestri e di come mi sia innamorata del suo romanzo, vincitore del Golden Dagger Award nel 2010. “Blacklands parla di un ragazzo che sta cercando di trovare il corpo di un ragazzino ucciso e scrive al killer per chiedergli di aiutarlo. Ho scritto questo romanzo per persone come voi, benché sia a volte un po’ duro da leggere a causa delle situazioni di paura e pericolo, ma so bene che paura e pericolo fanno parte dell’essenza di un adolescente, perfino più che per un adulto. Quindi, anche se è un libro per adulti, penso che voi siate la miglior audience che Blacklands possa avere. Spero vi piaccia e se aveste qualche domanda in merito, sarei felice di rispondervi.

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Alessandro Bignami

Io consiglierei Il sistema periodico di Primo Levi, perché secondo me è il libro in cui l’autore esprime al meglio tutta la sua grandezza, fatta di leggerezza, ironia, forza morale e sublime gioco linguistico. E poi perché le ultime righe dell’ultimo elemento sono indimenticabili e mi mettono i brividi ogni volta che le rileggo come fosse la prima volta. Uno stato di grazia.

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Giorgio Fontana

Virginia Woolf, Gita al faro
Non fate come me, che ho atteso troppo per leggere questo splendido romanzo – uno dei capolavori della narrativa contemporanea. Non è un libro facile, ma evviva: è tempo di confrontarsi con letture di questo tipo, no? E la prosa di Woolf irradia una luce talmente forte – i personaggi sono tratteggiati in modo così perfetto – che sono sicuro ne subirete il fascino.

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Elisabetta Mastrocola

Consiglierei Il buio oltre la siepe di Harper Lee. Il clima è affascinante e inquietante e se per certi aspetti sembra una rievocazione degli anni 60, tutte le tematiche sono ancora talmente attuali e pressanti da fare dimenticare il contesto temporale. Allora come oggi l’infanzia più o meno solitaria, la xenofobia, l’emarginazione del diverso, la sessualità, la condizione femminile … Ma anche la libertà, il coraggio delle proprie azioni, delle proprie idee, dell’essere tanto sé stessi da ritrovarsi soli, almeno in apparenza, almeno fino a un certo punto. Momenti crudi e inaspettati slanci di tenerezza che possono trovare la pausa ideale per essere assaporati, durante queste feste dai tanti significati. Premio Pulitzer 1960. Consiglierei anche il film intrepretato fra gli altri da uno strepitoso Gregory Peck.

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Filippo Tuena

Ho un debito col mio professore di lettere del ginnasio. Provo a saldarlo qui, anche se forse è off-topic. IV ginnasio, sezione C del Liceo Goffredo Mameli a Roma; anno 1967-68. Il professor Pietro Bottini, nobile di Lucca con la passione dei libri istituì la biblioteca di classe. 64 libri; 32 scelti da ciascuno di noi studenti; 32 scelti da lui. Avevamo l’obbligo (o quasi) di leggere almeno un libro al mese. Libera scelta, tra quelli proposti da noi e quelli selezionati da lui. Se ci penso adesso, mi pare gran gesto di liberalità. Alla fine, senza imporsi, lessi quasi esclusivamente i titoli che ci aveva suggerito. Ne rammento due:
Cronaca familiare di Vasco Pratoliniil primo libro su cui ho versato lacrime.
Un salto nel buio di Mario Bonfantini, racconta la sua fuga dal treno merci che, dopo l’8 settembre, doveva condurlo in Germania in un campo di prigionia e, forse, alla morte. Saltò, come dice il titolo, dal vagone e si diede alla macchia e alla Resistenza in Piemonte. Bonfantini è stato autore Einaudi, consulente per quella casa editrice, traduttore di Proust. Con quel libro – edito da Feltrinelli con una copertina di tela rigida rossa su cui spiccava in nero la silouette di un uomo che saltava da un treno in corsa – vinse il Premio Bagutta Opera Prima nel 1960. Nel 1991 ricevetti anch’io quel premio e quando entrai nel ristorante dove lo si assegna, notai il suo nome scritto sul muro, assieme a quelli di tutti gli altri premiati che nel corso di trent’anni s’erano succeduti. Mi sarebbe piaciuto raccontare al professor di quella coincidenza. Ma era già anziano nel 1967, prossimo alla pensione, e nel 1991 probabilmente morto da tempo.”

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Le lezioni americane al Nomentano

lez_amer_bigScoprii le Lezioni americane una ventina di anni fa, grazie ad un esame universitario dai propositi ambiziosi e dallo strampalato docente (il cui inserimento nel piano di studi mi fruttò il deciso rimprovero del mio relatore) e le amai moltissimo; quando ho scoperto che le proposte di letture dei Piccoli Maestri avevano accolto anche le Lezioni americane e che a prendersi carico di quel libro era proprio Vanessa Roghi, che avevo già avuto la fortuna di invitare nel liceo dove insegno, non ho resistito e l’ho invitata di nuovo.

Vanessa ha lo sguardo intelligente e il sorriso aperto che ricordavo; rivedendola mi sembra di rincontrare una vecchia amica, una di quelle con cui è facile ritrovare la sintonia anche se non ci si vede da anni. Durante le due ore in cui è stata al liceo Nomentano, nell’incontro destinato a tutte le quinte della nostra succursale (ben 5), ci ha guidato attraverso le proposte calviniane per il prossimo millennio facendocene sentire la natura necessaria e imprescindibile, ma lo ha fatto con la leggerezza pensosa auspicata da Calvino: senza questa straordinaria storica del tempo presente non avrei mai pensato alla scena finale di Miracolo a Milano come a una sorta di correlativo oggettivo della leggerezza e invece rivedere quella cavalcata finale sulle scope ha avvicinato tanto me quanto i miei studenti alla comprensione della ricerca della leggerezza come reazione al peso del vivere.

Anche nel presentare la rapidità, l’esattezza e la molteplicità Vanessa è riuscita a coniugare un’attenzione rigorosa al testo con la capacità di spaziare attraverso la letteratura, il cinema, la musica e l’attualità scegliendo esemplificazioni dei concetti chiave calviniani che, in linea con questi ultimi, erano tutte dotate di grande icasticità. Solo un esempio del procedere di Roghi: per far cogliere ai ragazzi uno degli aspetti più significativi della rapidità si è soffermata sul simbolismo di un oggetto nella narrazione e, dopo aver ripercorso efficacemente le pagine della rapidità in cui Calvino riflette sulla leggenda di Carlomagno e l’incantesimo dell’anello, ha mostrato scene significative del Signore degli anelli e di Harry Potter, scegliendo quelle in cui risultasse con maggior visibilità quel campo di forze che si sviluppa attorno all’oggetto magico.

Il momento più intenso per me è stato, non a caso, quello in cui si è svelato quel che Calvino ha significato per la futura professoressa di storia e visualità: spiegando la visibilità Vanessa Roghi ha parlato di se stessa ancora più di quanto non avesse fatto con le lezioni precedenti. Quando ci ha fatto ascoltare Via della croce di Fabrizio de André, mostrando come attraverso le parole di quel testo fosse possibile vedere davanti a noi quella folla eterogenea di personaggi che si affollano sul Golgota, dalle vedove che piangono agli apostoli che si nascondono tra la folla fino al “potere vestito di umana sembianza” di coloro che hanno condannato Gesù e ai due ladroni autenticamente commossi dal dolore di Gesù.

Forse è anche questo il senso dei Piccoli maestri: i ragazzi sono sensibilissimi all’autenticità e solo se si parla in modo autentico come ha fatto Vanessa di ciò che un libro ha significato per noi contribuendo a farci diventare quello che siamo, è possibile lasciare un segno in chi ci ascolta. E forse è anche così che si mostra lo straordinario potere della letteratura. Ancora una volta la mia gratitudine nei confronti di questa associazione è, senza alcuna retorica, infinita.

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Vi scrivo da Parigi

eiffel_parisDi fronte agli episodi di violenza avvenuti in Francia nei giorni scorsi, ci si chiede con quali parole spiegare ai più piccoli, cosa è accaduto e alla luce di quali motivazioni. In questa lettera Chiara Mezzalama si rivolge ai suoi nipoti; la pubblichiamo sperando che possa essere d’aiuto a chi prova ad affrontare l’argomento nelle scuole. (Questo articolo è uscito su Left, che ringraziamo)

Bambine e bambini vi scrivo da Parigi, la città dove abito e che qualche giorno fa è stata colpita da numerosi attentati: degli uomini violenti, dei terroristi, hanno ucciso molte persone facendo esplodere delle bombe e sparando con dei fucili alla gente che era fuori nei bar o in un teatro dove erano andati a sentire un concerto di musica. Sono morte 129 persone, più di 300 sono state ferite, 7 terroristi sono stati uccisi dalla polizia e altri sono stati arrestati il giorno dopo. È stata una notte di terrore, proprio quello che cercano di diffondere i terroristi. Molte persone sono sconvolte da quello che è accaduto, hanno paura e si fanno tante domande. La prima è: perché lo hanno fatto? Continua a leggere