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Letture per l’estate su Robinson

book_sandPochi giorni fa una riflessione di Paolo Di Paolo su Repubblica ha dato il via a uno scambio di idee sul tema delle letture assegnate agli studenti in vista della pausa estiva. Il dibattito si è spostato dalle pagine del quotidiano ai social, passando per la radio. Convinti che fosse importante, e soprattutto di notevole interesse, ascoltare il parere dei docenti sulla questione, abbiamo chiesto a un gruppo di insegnanti di raccontarci se e quali letture propongono ai loro studenti per l’estate, quali impressioni raccolgono a settembre ed eventualmente come queste impressioni influenzano le loro scelte l’anno successivo. Le prime risposte le abbiamo già pubblicate sul nostro sito (ci ha scritto Silvia Vitucci dal liceo Nomentano di Roma, subito dopo Viviana Pistoia da una scuola media a Ponte di Nona Vecchio, sempre nella Capitale); altri contributi sono in arrivo. Repubblica, che nel frattempo ha continuato a seguire la vicenda con attenzione, ci ha proposto di raccogliere le lettere che stiamo ricevendo e farle uscire assieme domenica come approfondimento speciale dell’inserto Robinson. Felici, e soprattutto grati, per questa opportunità, vi invitiamo a continuare a parlarci di come affrontate con i ragazzi, se lo affrontate e con quali risultati, la scelta e la proposta dei libri da leggere sotto l’ombrellone. Aspettiamo quindi i vostri contributi all’indirizzo piccolimaestri.info@gmail.com entro e non oltre giovedì 6 luglio a mezzanotte.

Un caro saluto e grazie sempre per la fiducia e per l’attenzione che mostrate nei confronti del nostro lavoro.

Piccoli Maestri è un’associazione di scrittori e scrittrici. Vanno nelle scuole gratuitamente a raccontare e leggere i libri che hanno amato, quelli imprescindibili: per contagiare i ragazzi con l’amore per la lettura e per tornare al cuore della propria passione.

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Letture per l’estate

Abbiamo chiesto a un gruppo di docenti di raccontarci se e quali letture propongono ai loro studenti per l’estate, quali impressioni raccolgono a settembre ed eventualmente come queste impressioni influenzano le loro scelte l’anno successivo. Ne scrive oggi per noi Silvia Vitucci, insegnante al Liceo Nomentano di Roma, da anni affezionata al lavoro della nostra associazione.

agosto_booksCome quasi tutti gli insegnanti, ho l’abitudine di assegnare dei libri da leggere per l’estate.  Lo facevano i miei insegnanti con me e anche se non ho amato tutti i libri che mi hanno fatto leggere d’estate (l’incubo degli interminabili Vicerè mi tormenta ancora oggi, a 44 anni compiuti) , ricordo nel complesso con gratitudine e con piacere  quelle letture (in particolare Il dottor Zivago e Con gli occhi chiusi). Ma quella è un’altra storia e di solito cerco di evitare i paragoni intergenerazionali.

Do anche io dei libri da leggere d’estate perché credo che per i ragazzi possa rappresentare un’occasione preziosa di incontro con il piacere della lettura e, chissà, anche con loro stessi.  Tra i libri che amo di più e che penso possano essere amati anche dai miei alunni, cerco di scegliere quelli che mi sembrano più adatti al loro carattere e alle loro inclinazioni, anche se l’esito positivo di quell’incontro dipenderà da mille fattori, solo in parte prevedibili. Ai primi di giugno i miei alunni e le mie alunne aspettano la lista che preparo per loro, con relativa presentazione: cerco sempre di presentare i libri, anche perché i ragazzi hanno la facoltà di scegliere all’interno di una rosa di titoli. La lista, come accennavo, non è la stessa ogni anno: a seconda delle classi (e di quel che ho imparato a conoscere di loro) e anche delle mie inclinazioni del momento, mi oriento in direzioni diverse.

Come tutti sanno, ogni classe è a sé e ogni ragazzo è diverso, quindi non ci sono delle regole che funzionano sempre; per scegliere i testi per la nuova classe mi baso su quello che ho capito di quelle persone nel corso dell’anno e sulle esperienze passate, cioè sui libri che hanno riscosso particolare successo altrove, sperando che si crei ancora un’alchimia positiva.  Ecco una bozza di lista astratta, che viene dalle mie esperienze più significative. Partiamo dai classici:

1) Beppe Fenoglio: Una questione privata cattura anche i ragazzi che non hanno ancora studiato il Neorealismo. L’ossessione di Milton per la verità e il suo bisogno di sapere se Fulvia lo ha veramente tradito con Giorgio appassionano anche chi di solito scarica i riassunti dei libri da internet.

2) Cesare Pavese invece purtroppo, per la mia esperienza recente, piace meno.  A proposito de La casa in collina ascolto spesso commenti di questo tipo: Professoressa, Il ritmo narrativo è lento e non capisco il personaggio di Corrado.

3) Italo Calvino: Le città invisibili nonostante la sua complessità  può affascinare più de Il sentiero dei nidi di ragno o della trilogia (anche se ho trovato diversi sostenitori e sostenitrici del barone rampante); ai ragazzi piace raccontare della città che più hanno amato e spiegarne le ragioni. E mentre li ascolto,  trovo anche l’alunno dell’ultimo banco, quello che guarda sempre fuori dalla finestra e italiano non lo studia quasi mai, intento a copiare sul suo diario la frase famosa sull’inferno dei viventi: L’inferno dei viventi non è qualcosa che sarà; se ce n’è uno, è quello che è già qui, l’inferno che abitiamo tutti i giorni, che formiamo stando insieme. Due modi ci sono per non soffrirne. Il primo riesce facile a molti: accettare l’inferno e diventarne parte fino al punto di non vederlo più. Il secondo è rischioso ed esige attenzione e apprendimento continui: cercare e saper riconoscere chi e cosa, in mezzo all’inferno, non è inferno, e farlo durare, e dargli spazio.

4) Dostoevskij, Memorie dal sottosuolo: piace soprattutto a quelli che non possono fare a meno di riflettere su sé stessi.

Tra i contemporanei sono stati molto amati:

1)    Persepolis di Marjane Satrapi: Professoressa, ma anche lei legge i fumetti?

2)    Cattedrale di Raymond Carver: Belli i racconti, ce ne fa leggere altri? E allora ecco

3)    Nemico, amico, amante di Alice Munro

4)    Qualcuno con cui correre di David Grossmann: insegno quasi sempre al triennio, questo è un romanzo che ho fatto leggere le rare volte che mi capita una classe di biennio.

5)    Professori e altri professori di Marco Lodoli: piace moltissimo, mentre non piacciono altrettanto alcuni suoi romanzi.

6)    Trilogia della città di K di Agotha Kristof: dolorosissimo e molto amato, d’altronde come

7)    La strada di Cormac McCarthy.

E poi ci sono i moderni che fanno tornare ai classici, come Leggere Lolita a Teheran assegnato a una classe durante l’estate: ripreso a settembre aveva posto molti interrogativi sulla libertà e sulla censura e anche su questo Nabokov che non conoscevano: a quel punto abbiamo deciso, tutti insieme, di leggere Lolita.

Insomma come scriveva Guicciardini nei Ricordi, “è grande errore parlare delle cose del mondo indistintamente e assolutamente e, per così dire, per regola“: solo la varietà delle circostanze e la capacità di discernere caso per caso possono aiutare un’insegnante nella difficile scelta dei libri giusti per la propria classe. Nella consapevolezza che non esiste la formula che mondi possa aprirti.

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Gli studenti del Nomentano sulle lezioni americane

six_memoAll’inizio di dicembre, Vanessa Roghi ha incontrato la docente Silvia Vitucci e i suoi suoi studenti presso il liceo Nomentano di Roma. Insieme hanno parlato di Calvino, delle Lezioni americane. La professoressa Vutcci ne aveva già scritto (qui); la parola oggi a Michele, Marta, Annalisa, Valentina. Buona lettura, buon anno dai Piccoli Maestri.

Michele Six memos for the next millennium è sicuramente l’espressione che meglio riassume l’incontro con Vanessa Roghi, essendo anche il titolo originale dell’opera di Calvino. Leggerezza, rapidità, esattezza, molteplicità e visibilità sembravano essere concetti vuoti, che anche dopo la lettura dell’opera faticavano a trovare un significato netto e preciso nella mia testa, poiché mi apparivano come astratti, come se fossero comprensibili solo dopo aver completato lunghi anni di studi; tuttavia la lezione tenuta da Vanessa Roghi, ricca di esempi riferiti al cinema, alla letteratura e all’arte, da Leopardi all’animazione giapponese di Hayao Miyazaki, ha mostrato come le Lezioni Americane siano reali proposte geniali per il terzo millennio, poiché esse contengono l’essenza della letteratura antica, moderna e contemporanea, costituendo delle caratteristiche da sempre e, probabilmente, per sempre presenti nella produzione artistica dell’umanità.

Marta L’incontro con Vanessa Roghi mi ha colpito moltissimo. La lettura delle Lezioni americane era stata sì piacevole, ma forse affrontata da parte mia in senso troppo “leggero”, e purtroppo non nell’accezione proposta da Calvino. Mentre leggevo, le argomentazioni e gli esempi utilizzati restavano impressi nella mia mente, ma appena chiuso il libro mi trovavo a ricercare  il senso della lezione appena terminata, e non lo trovavo.
Quello che era stato difficile da comprendere  è stato genialmente presentato da Vanessa Roghi attraverso riferimenti a film, canzoni, video, immagini che hanno reso concrete e tangibili le parole di Calvino. L’utilizzo di esempi come Star Wars o Il signore degli anelli ha solo aumentato la mia prima, ottima impressione nei confronti di questa autrice che appartiene ai Piccoli Maestri. Ho rivisto mio padre (sarà una cosa positiva?) che, nei confronti delle persone con cui si intrattiene,utilizza esempi ed espressioni tali da poter essere capito più facilmente. Una professoressa moderna, che ha dato concretezza a concetti ostici e che mi ha reso le Lezioni americane molto più vicine.

Annalisa L’incontro con Vanessa Roghi mi ha ricordato come ogni volta mi sorprenda la capacità di alcune persone di collegare, contestualizzare e attualizzare. È riuscita a rendere un libro impegnativo, quasi pesante e a volte astratto un libro alla portata di tutti, ricco di rimandi sia al presente che al passato. Al termine della lettura del libro, la lezione che mi aveva colpito di più è stata quella sull’esattezza. Dopo l’incontro con Vanessa Roghi ho imparato ad apprezzare anche la rapidità, in particolare grazie al video, che racconta brevemente, anzi “rapidamente”, l’anno di una bambina che vive la guerra, e di questo metodo mi ha colpito l’efficacia nel trasmettere un messaggio così importante. Un altro aspetto interessante del Power Point è stato il cammino in parallelo tra filmografia e bibliografia, reso più affascinante dall’attualità e dalla vicinanza degli esempi presi in considerazione. Infine vorrei concludere ringraziando i Piccoli Maestri che ci permettono di analizzare diverse sfaccettature di un libro, per il quale spesso non basta una semplice lettura per cogliere gli aspetti più profondi.

Valentina L’incontro con Vanessa Roghi era incentrato su un libro che per lei ha avuto un significato particolare, Lezioni americane di Calvino. Il fatto che sia stata capace di introdurlo e spiegarlo al meglio a mio parere non è banale, perché è riuscita a farmi entrare nel reale significato del libro con parole chiare, mentre da sola l’operazione si è rivelata abbastanza complicata. Le cinque (quasi sei) lezioni scritte da Calvino infatti non sono esattamente una lettura facile. Personalmente mi hanno messo in difficoltà, perché spesso riuscivo solo apparenetemente a seguire il discorso ma senza essere capace poi di riassumere in poche parole il concetto appena letto. Un aiuto significativo secondo me sono stati gli esempi concreti e le attualizzazioni riportateci  dalla professoressa, che infatti per farci capire meglio questi concetti non ha usato esempi tratti esclusivamente dalla letteratura, ma anche da film di fama mondiale quali Il signore degli anelli o Harry Potter. Devo dire che mi ha fatto apprezzare ancora di più il valore che già pensavo fosse il mio preferito, la rapidità, rendendomi però chiari anche tutti gli altri.